Dizionario Ladino d'Oltrechiusa - Italiano   inizio

 

Totale lemmi: 459


da cà de n tìn loc., di qui a poco, fra poco, non appena possibile.

da pp., da (anche interr.). - agnó, da dove? - bonora, di mattina. - ca, da qui, da questo punto. - cainavante, da qui avanti. - caindaòs, da qui, da questo punto, indietro. - me, te, el, nos, ecc., da me, te, lui, noi, ecc. - vesin, B.V., vizin, vicino.

d๠tr. 1, dare, affidare; battere, bastonare. - ca, dammi qua. - dos, dare addosso, perseguitare. - fora, distribuire; abbattere, smantellare. - ize, dare in cambio; indovinare, azzeccare. - sote, lavorare, fare con accanimento. - ia, B.V., via, dar via, disfarsi di qualco­sa gratuitamente o meno.

dಠavv., già, ormai, giacché.

dacà cong., dacché, poiché, giacché. - che don, vardaron da fai, B.V., fei, giacché andiamo, cercheremo di fare.

dachél (-chi) m., dachéla (-les), f., loc., da quel, quello, quella, quelle. - vères, B.V., -vès, da quel verso. dachì da Vinego, da quelli di Vinigo. dachela man, da quella mano. Dacheles cuatro, da quelle quattro.

dacòrdo avv., d`accordo.

dadasséra * dalasséra.

dadomàn loc., dalla mattina, di mattina.

dafài B.V., dafèi, loc., daffare, darsi daffare.

dàga (-ghes) f., giaciglio dei pastori, repazzo­la nelle casere delle malghe.

dàl (dai) m., dàla (-les), f., pp.,dal, dai, dal­la, dalle.

dàl, a agg., colore giallo. L é – come n limon, è giallo come un limone.

dalasséra loc., di sera, alla sera. - fàzo cuatro ciacoles coi amize, la sera faccio quattro chiacchiere con gli amici. (Per scambio: l-d, * dadas­séra).

dalontàn B.V., dalónde, loc., da lontano.

dàmeda (-des) f., zoccolo del tipo olandese.

damedodì loc., a mezzogiorno. - sa­ron là , a mezzogiorno saremo là.

dàn (-nes) m., danno, malestro. Dì in -, sconfinare del bestiame dall`area pascoliva a quella privata.

danà tr. 1, dannare, esasperare, inasprire con dispetti, villanie od altro. R. dannarsi per non riuscire a trovare il bandolo in una situazione che assilli.

danabànda loc., da una parte, da un lato, di fianco. Béte -, mattere da parte, scartare. Tirasse -, mettersi in di­sparte, ritirarsi.

danàri m. pl., uno dei 4 segni delle carte da gioco venete.

danazión (-nes) f., dannazione. Chel fiol l é la nostra -, quel figlio è la nostra dannazione.

dandaòs * dandòs.

dandèga f., bada, attesa, indugio. Cenì in -, tenere a bada; distrarre per temporeggiare.

dandòs (dì in -) loc., andare indie­tro, indietreggiare, camminare a ritro­so.

daneià tr. 1, danneggiare, ledere altrui diritti.

Danòte (chi de -) loc., quelli di Zanotto, divenuto nome del caseggiato di S. a monte dell`Alemagna, a cavallo della via Ladìnia, abitato dagli Zanotti.

dànte B.V., davànte, avv. , davanti. - ciasa, B.V., -cèsa, tutto ciò che si trova davanti la facciata principale della casa. Guoi dì -, voglio andare, cammi­nare davanti, precedere.

danuóo B. V. danuóvo, avv., nuovamente, di nuovo.

daòs o dòs avv., dietro. Dì – man, se­guitare, fare di seguito senza interruzione. L é ca -, è qui dietro, sta se­guendo. No stà gnanche a dì – zerta monades, non badare, non è il caso di dar peso a certe scemenze.

dapardùto loc., dappertutto, ovunque, dovunque.

dapò o daspò avv., dopo più tardi, in seguito. Sani - , a rivederci sani, dopo, più tardi. - medodì, dopo mezzogiorno; nel pomeriggio.

daprinzìpio loc., da principio, innanzituttto, da prima.

daràro loc., di rado, raramente.

dàrdol (-doi) S., dàrdul, m., V., bòzola, f., bioccolo di pelo imbrattato di escrementi od al­tro sudicio, indurito e seccato addosso al vello del bestiame durante l`alpeggio.

darión avv., più ancora di assai. Cuante ane asto? - ! Quanti anni hai? Parecchi!

darlìn B.V., zestón (-toi), m., gerla.

darmàn (- ne) V., dermàn, m.,cugino. INVV., 1618: fratribus et consobrinis.

dassa (-ses) f., fronda, cimolo di resinosa. ACC., 1542, ...vizza da dasa.

dassén avv., davvero, sul serio?


 

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