Iniziative per la valorizzazione del dialetto auronzano

 

Dopo, il sussidiario illustrato in ladino-italiano-tedesco-inglese “Le me prime parole”, pubblicato dall'Union Ladina del Cadore de Medo, e prima del volumetto “Conta n ota. Fiabe di ogni tempo e di ogni paese tradotte in ladino d'Auronzo”, curato dall'Istituto Ladin de la Dolomites e in uscita durante la primavera, la parlata auronzana è al centro di un'altra qualificante iniziativa della Fondazione Dolomiti Unesco. Nella newsletter del mese di aprile, http://www.dolomitiunesco.info/leggende-dalle-dolomiti-la-reduoia-a-cura-dellistituto-ladin-de-la-dolomites/, compare infatti “La Reduoia”, una leggenda trascritta dalla studiosa Ida Zandegiacomo de Lugan, proposta in versione ladina e in traduzione italiana e accompagnata da una suggestiva immagine della Cima Witzenmann (Croda dei Toni), opera del fotografo Roberto Zanette. Si tratta di un testo leggendario ambientato in Val d'Ansiei e reperito grazie all’Istituto Ladin, che rievoca i tempi in cui alla figura della strega veniva attribuito il male e la narrazione popolare diventava un mezzo per trasmettere il rispetto per le convenzioni sociali. Come per le newsletter di febbraio, con la presentazione di “Le Streghe di Germania”, in friulano, e di marzo, con “La bilancia di Orsola Baranza”, in ampezzano, questo mese la Fondazione Dolomiti Unesco propone la lettura di una leggenda nella variante di Auronzo, tutelata e trasmessa alle nuove generazioni anche grazie alle iniziative avviate da anni dall'Istituto Ladin de la Dolomites, l’istituto provinciale bellunese di cultura ladina, sorto in applicazione delle norme statali di tutela delle minoranze linguistiche storiche per la promozione delle parlate e delle tradizioni delle genti riconosciutesi ladine in 34 Comuni fra l'Agordino, il Cadore, il Comelico e Zoldo.

Borca di Cadore, 13 aprile 2017.

 

info@istitutoladino.it

Iscriviti alla nostra newsletter

Nome


E-mail


Iscriviti


Cancellati