14° anniversario per l'Istituto Ladin de la Dolomites

 

Il 15 dicembre ricorrono 14 anni da quando l'Istituto Ladin de la Dolomites si insediò nei due sportelli linguistici di Borca e Selva di Cadore. Dal 2003 il mondo, quello “ladino” ovviamente compreso, è andato avanti e non sempre in meglio: per quanto concerne l'area ladina, il sostegno statale, regionale e locale a favore della cultura di minoranza si è, inevitabilmente, via via ristretto e rigidamente incanalato in tipologie che spesso non lasciano spazio alla fantasia; alcuni sportelli sono un ricordo e da tempo l'Istituto versa in una certa difficoltà politico-amministrativa nel mantenere la struttura, avendo di conseguenza dovuto diradare rapporti di collaborazione con associazioni, enti, istituzioni, persone. Gli sportelli mantengono comunque sempre il proprio impegno a favore della lingua e della cultura locale, riuscendo a conseguire piccoli e gratificanti obiettivi.

L'Istituto era presente alla 31^ Rassegna Internazionale dell'Editoria di Montagna “MontagnaLibri” (Trento, maggio), con le pubblicazioni seguite nel 2016 - inizio 2017; è intervenuto al “Colloquium Retoromanistich”  relazionando sul maestro Bruno Apollonio, autore della prima grammatica ampezzana (San Martin de Tor, giugno); ha patrocinato gli atti del convegno “La radises desmenteades” sulla toponomastica d'Oltreciusa (maggio) e gli incontri dell'Associazione culturale “Serendo” (estate-autunno); ha collaborato alla conferenza di Luigi Guglielmi ed Ernesto Majoni “La parlata di Cibiana di Cadore nel contesto del ladino” (Cibiana, agosto); ha appoggiato il concorso “La bella del Cadore” (Nebbiù, agosto) nonché la 2^ edizione del riuscito concorso di poesia e prosa “Thubiana la se vieste de poesia” (Cibiana, settembre); ha pubblicato on line il testo inedito “I biei tenpe no torna pi” di Teresa Lorenzi Da Col (novembre); ha collaborato al rifacimento della cartellonistica stradale bilingue per il nuovo Comune di Val di Zoldo e all'arricchimento con testi informativi in italiano e ladino dei siti internet dei Comuni ladini bellunesi, e continua a collaborare per l'implementazione con testi in ladino della “libreria libera” wikisource.itIn ambito editoriale, nel 2017 l'Istituto ha edito “Pites -... e pensiere!”, traduzione in ampezzano di “Le galline pensierose” di Luigi Malerba curata da Ernesto Majoni, e “Conta n ota”, favole scelte e tradotte in auronzano a cura di Cinzia Vecellio Mattia, e ha patrocinato “Le me prime parole” e “La mè prima paroles”, versioni in ladino d'Auronzo e d'Oltrechiusa del sillabario “Mies prömes parores” dedicato ai più piccoli, nonché “La bareta de la fufeta”, fiaba illustrata in ladino di Lozzo; da ultimo, è in uscita on line il fascicolo annuale della rivista “Ladin!”, che – malgrado la difficoltà di realizzarla ancora in versione cartacea – rimane sempre la voce scientifica e culturale dell'Istituto. Non trascura neppure il proprio sito internet www.istitutoladino.it, sempre aggiornato e ricco di contenuti, e ha in cantiere altre idee culturali e formative.

Da quel remoto 15.12.2003, l'Istituto è lieto di avere aggiunto qualcosa alle molteplici attività portate avanti a beneficio della cultura e della parlata ladina bellunese, e – malgrado le difficoltà - non dispera di poter fare ancora un po' di strada, valendosi dei collaboratori, amici e sostenitori che sicuramente, anche in tempi che non sembrano rischiararsi, non dimenticheranno la cultura, la lingua, la storia, la toponomastica, il buon vivere delle nostre comunità.

 

Borca di Cadore, 15 dicembre 2017

 

info@istitutoladino.it

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